26 - Vespasiano a Cosimo de' Medici. Firenze, [fine 1463 o inizio 1464]

Magnifice et nobilissime Vir et cetera.

Sarei venuto chostì, se non mi fussi suto decto non vi contentate bene vi si venga, per rispecto del morbo. L'Etica vostra <è> finita di tutto: volendo ve la mandi, ve la manderò. <Manc>hami alchuni exempli per finire e libri della <Badia di Fiesole>; e sono suto a San Marcho, e dicono non gli possono prestare sanza vostra licenza, sotto pena di scomunicatione. Piacciavi far fare una poliza al Priore, me li presti tanto si possino finire. E libri sono choiminciati: piacciavi falla fare e darla all'apportatore della presente, accìoché questi scrittori non perdin tempo. Rachomandomi ad voi quanto più posso.

Vespasiano di Filippo

[a tergo]

Nobili et magnifico viro Cosimo de' Medici a Careggi.

Lettera 26

Originale, non autografa. La data oscilla tra il 24 settembre 1463 (data della lettera precedente, nella quale è detto che i copisti coinvolti nell'impresa della biblioteca della Badia Fiesolana lavoravano a pieno ritmo, mentre in questa si annuncia già il termine del lavoro) e il 1° agosto 1464, giorno della morte di Cosimo; tuttavia è da condividere la posizione del Cagni, Vespasiano (p. 153, n. 1) che fissa la composizione della lettera ai primi mesi del 1464, perché Vespasiano nelle Vite dice che Cosimo ebbe modo di vedere l'opera compiuta ("Vidi Cosimo finita la libreria di tutto, e gl'inventarii et l'ordine di detta libreria, che n'ebe assai piacere" Vite, p. 744 [II, 189]).

Cosimo de' Medici

Per Cosimo cfr. lettera 25.

"Etica"

Etica Nicomachea di Aristotele. Fra i libri della biblioteca di Fiesole il ms. CLXIX conserva la traduzione dei dieci libri dell'Etica condotta dal Bruni (cfr. Bandini, Bibliotheca Leopoldina, III, coll. 113-114). Potrebbe trattarsi del codice Laur. Plut. 79,4: "Aristotelis Ethicorum Liber ... ad Magnificum virum Cosmam Medicem" (cfr. Bandini, Catalogus, III, col. 171).

"Badia di Fiesole" ... "San Marcho"

La bibliteca della Badia di Fiesole e, prima ancora, quella di San Marco, sono due fra le attività principali di Vespasiano. Particolare il fatto che Vespasiano abbia difficoltà ad entrare a San Marco ("dicono non gli possono prestare sanza vostra licenza, sotto pena di scomunicatione") e quindi chieda a Cosimo il libero accesso alla raccolta ("Piacciavi far fare una poliza al Priore").